
I tre standard di autenticazione email che bloccano lo spoofing prima che l'utente veda il messaggio
Uno dei motivi per cui il phishing funziona così bene è che il protocollo SMTP, lo standard su cui si basa la posta elettronica, è stato progettato decenni fa senza meccanismi di autenticazione del mittente. Chiunque può inviare un'email che sembra provenire da qualsiasi indirizzo: support@vostra-banca.it, ceo@vostra-azienda.com, noreply@poste.it.
SPF, DKIM e DMARC sono tre standard complementari che colmano questa lacuna. Quando correttamente implementati, permettono al server di posta del destinatario di verificare se l'email è davvero inviata da chi dichiara di essere, e di bloccarla o metterla in quarantena se non supera i controlli.
SPF (Sender Policy Framework) è un record DNS che elenca i server autorizzati a inviare email per conto del vostro dominio. Quando un mail server riceve un messaggio che dichiara di provenire da “vostra-azienda.com”, consulta il record SPF e verifica se l'IP mittente è nella lista autorizzata. Se non lo è, l'email fallisce il controllo SPF.
Configurazione essenziale: pubblicare nel DNS un record TXT con la direttiva -all alla fine, che significa 'qualsiasi mittente non in questa lista è non autorizzato'.
DKIM (DomainKeys Identified Mail) aggiunge una firma digitale crittografica a ogni email inviata. Il server mittente firma il messaggio con una chiave privata; il server destinatario verifica la firma usando la chiave pubblica pubblicata nel DNS. Se il messaggio è stato modificato durante il transito, anche di un solo carattere, la firma non corrisponde e il controllo fallisce.
DKIM garantisce che il messaggio provenga realmente da chi afferma di inviarlo, e che non sia stato alterato. Entrambe sono proprietà fondamentali per difendersi dal phishing.
DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting & Conformance) è il livello che mette insieme SPF e DKIM, definendo cosa deve succedere quando un'email fallisce uno o entrambi i controlli. Le opzioni sono tre: none (solo monitoraggio), quarantine (sposta in spam), reject (blocca completamente).
DMARC fornisce anche un meccanismo di reporting: il vostro dominio riceve periodicamente rapporti aggregati su chi sta cercando di inviare email spacciandosi per voi, informazione preziosa per rilevare campagne di phishing attive a vostro danno.
Un dominio senza SPF, DKIM e DMARC è come una busta senza mittente verificato: chiunque può imitarla. L'implementazione corretta di questi tre standard è una delle misure più efficaci, e meno costose, contro il phishing.
Iniziare con p=none su DMARC per raccogliere dati senza impatto operativo, analizzare i report per alcune settimane, poi progredire verso p=quarantine e infine p=reject. Monitorare regolarmente i record con strumenti come mxtoolbox.com e ruotare periodicamente le chiavi DKIM.
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