
Mittente, dominio, urgenza, link nascosti: tutti i segnali da insegnare al proprio team
Il phishing rimane il vettore d'attacco più comune a livello globale, lo confermano sia l'FBI Internet Crime Report che i dati raccolti da CERT-AGID in Italia. La ragione è semplice: funziona. E funziona perché le persone non sanno esattamente cosa cercare.*1
Questa guida operativa raccoglie i segnali concreti che ogni dipendente dovrebbe conoscere e saper riconoscere prima di cliccare su qualunque link o aprire qualunque allegato.
Il dominio è la parte dell'indirizzo email dopo la @. È il primo elemento da verificare, perché è quello più facile da falsificare a livello visivo. Un messaggio da “Banca XYZ Supporto” con indirizzo “support@bankxyz-secure.com” non viene da Banca XYZ: viene da un dominio controllato dall'attaccante.
Tecniche comuni: aggiunta di parole come “-secure2, “-support2”, “-update”; utilizzo di domini con TLD diversi (.com invece di .it); typosquatting con lettere invertite o doppiate (es. “bankxyyz.com”).
Oggetti come “IL TUO ACCOUNT SARÀ CANCELLATO ORA”, “Azione urgente richiesta” o “Hai vinto 10.000 Euro” sono progettati per attivare una risposta emotiva immediata, paura o avidità, prima che il pensiero razionale possa intervenire.
Attenzione anche agli errori grammaticali: molte campagne di phishing sono tradotte automaticamente e contengono imprecisioni che un mittente legittimo non commetterebbe.
Prima di cliccare su qualsiasi link, passare il cursore sopra senza cliccare: l'URL reale appare nella barra inferiore del browser o in un tooltip. Se il testo visibile dice 'www.miabanca.it' ma il link punta a 'www.miabanca.it.uklogin.sicuro.com', è un attacco.
Allegati con estensioni .exe, .zip, .docm, .xlsm possono contenere malware. Anche i PDF possono nascondere link o script malevoli. La regola d'oro: in caso di dubbio, non aprire e contattare direttamente il mittente tramite un canale ufficiale.
Regola d'oro: Se hai il minimo dubbio, non aprire allegati, non cliccare su link e non rispondere. Contatta direttamente l'azienda tramite i canali ufficiali.
4. Cosa fare se si cade in un attacco
Cambiare immediatamente la password di tutti gli account coinvolti. Attivare l'autenticazione a due fattori se non già presente. Segnalare l'email come phishing al proprio provider. Se sono stati forniti dati bancari, avvisare immediatamente la banca. Seguire la procedura di segnalazione aziendale per gli incidenti di sicurezza.
In caso di malware, segnalare all'indirizzo ufficiale CERT-AGID: malware@cert-agid.gov.it.