
Spoofing, autenticazione del mittente e normativa NIS 2: analisi delle raccomandazioni operative per PA e aziende
L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha pubblicato ad aprile 2026 le Linee Guida per la Configurazione del Servizio di Posta Elettronica per l'Autenticazione, un documento tecnico che ogni amministratore di sistema, responsabile IT e professionista della sicurezza informatica dovrebbe leggere con attenzione.
Il tema è centrale per chiunque si occupi di phishing e sicurezza delle comunicazioni digitali: la posta elettronica rimane il vettore d'attacco preferito dai cybercriminali, e il protocollo su cui si basa, l'SMTP, è strutturalmente privo di meccanismi nativi di autenticazione del mittente.
Il protocollo SMTP nasce nel 1982 in un contesto accademico, progettato per la semplicità e non per la sicurezza. Ancora oggi, chiunque può tecnicamente configurare un client di posta per inviare un messaggio spacciandosi per qualsiasi mittente, che si tratti del proprio istituto bancario, del proprio capo o di un collega.
Questo è il cuore del problema. Il documento ACN individua tre categorie principali di minacce che sfruttano questa debolezza strutturale:
Le linee guida illustrano in dettaglio i tre protocolli che, se implementati correttamente e congiuntamente, costituiscono la risposta tecnica più efficace a queste minacce.
SPF permette al proprietario di un dominio di dichiarare, tramite un record DNS di tipo TXT, quali indirizzi IP sono autorizzati a inviare email per suo conto. Quando il server di posta del destinatario riceve un messaggio, interroga il record SPF del dominio mittente e verifica se l'IP di provenienza è tra quelli autorizzati.
Il limite fondamentale di SPF, che le linee guida sottolineano esplicitamente, è che la verifica avviene sull'envelope-from e non sul message-from: un attaccante può quindi aggirarlo spoofando solo il campo visibile al destinatario. SPF da solo non basta.
DKIM agisce in modo diverso: invece di verificare l'IP mittente, appone una firma digitale crittografica al messaggio. Il server mittente firma il messaggio con la propria chiave privata; la chiave pubblica corrispondente è pubblicata nel DNS e permette al destinatario di verificare che il messaggio non sia stato alterato durante il transito.
La firma copre specifici header (From, To, Subject, Date) e il corpo del messaggio, calcolando un hash che viene incluso nelle intestazioni del messaggio stesso.
Sul piano crittografico, le linee guida raccomandano RSA a 2048 bit come standard attuale, avvertendo che la variante più moderna Ed25519, pur tecnicamente superiore, non è ancora supportata in modo affidabile dai principali provider. Né RSA né Ed25519 sono resistenti ai computer quantistici: sarà necessario seguire gli sviluppi della crittografia post-quantum.
DMARC è il livello che orchestra SPF e DKIM, colmando le lacune di entrambi. Il suo contributo principale è il meccanismo di allineamento: verifica che il dominio autenticato da SPF e/o DKIM corrisponda al dominio del campo message-from, quello visibile all'utente finale. È proprio questa verifica che impedisce agli attaccanti di superare SPF o DKIM usando un message-from diverso.
DMARC definisce anche la politica da applicare ai messaggi che non superano la verifica: none (monitoraggio puro), quarantine (spostamento nello spam) e reject (rifiuto del messaggio). Il percorso consigliato è progressivo: partire da none per raccogliere dati tramite i report aggregati, identificare eventuali mittenti legittimi non coperti, poi inasprire verso quarantine e infine reject.
Le linee guida si inseriscono in un contesto normativo articolato. Le raccomandazioni sono valide per qualsiasi organizzazione, indipendentemente dall'assoggettamento alle normative specifiche:
Adottare SPF, DKIM e DMARC con politica reject non elimina il problema del phishing dato che gli attaccanti usano domini registrati appositamente, account compromessi e tecniche sempre più sofisticate, ma alza significativamente il costo e la complessità degli attacchi che sfruttano il domain spoofing diretto.
Il documento è disponibile sul portale dell'ACN e include esempi pratici di record DNS, schemi dei processi di verifica e riferimenti alle normative applicabili: linee-guida-config-posta-elettronica-autenticazione_2604.
Adottare questi tre protocolli congiuntamente è oggi considerato un requisito di igiene digitale di base per qualsiasi organizzazione, pubblica o privata, che gestisca un dominio email.